Il Governo accelera sui finanziamenti e spinge il piano dei bianconeri
ACCELERAZIONE sull’asse Roma- Torino per gli stadi. La giornata di ieri ha registrato una doppia impennata: nella capitale il Governo ha rispolverato il progetto di finanziamento alla luce anche dell’emergenza sicurezza e indetto una riunione interministeriale per oggi, nel capoluogo piemontese il CdA della Juventus, l’unico club proprietario di un impianto, si è riunito cinque ore per discutere sui progetti di ristrutturazione del Delle Alpi. E da una seduta di transizione, la spinta governativa ha trasformato la riunione in quella della svolta: «Sono al corrente dell’incontro romano. Il segnale è importante: avere finanziamenti dallo Stato semplificherebbe di molto il nostro lavoro. Giovedì (domani, ndr) sarò a Roma, valuterò dopo aver visto i risultati della riunione» ha sottolineato in serata il presidente Giovanni Cobolli Gigli. Delle Alpi tra un mese.Sono intervenuti pure progettisti e architetti al CdA bianconero. Un gruppo di professionisti che ha spiegato nei dettagli le varie ipotesi di restyling. Non un ritocco minimo con la semplice rimessa a norma e neppure quello faraonico legato alla candidatura per Euro 2012, ma un intervento comunque importante, destinato a cambiare il volto dell’impianto e di tutta l’area circostante. «Ne stiamo discutendo in maniera proficua, ma i tempi sono ancora prematuri per un progetto definitivo, quello arriverà tra un mese» ha detto il presidente. Gli otto consiglieri hanno seguito con attenzione grafici e proiezioni, soffermandosi soprattutto sul rapporto tra costi e ricavi. E nella tabella degli introiti, un capitolo determinante è rappresentato dai naming rights, ovvero dalla cessione del nome dello stadio. La Juventus punta al top europeo, che dovrebbe portare nelle casse del club circa 5 milioni l’anno. Il contratto più remunerativo è quello dell’Allianz Arena di Monaco di Baviera, con 6 milioni, seguito dall’Arsenal (Emirates) con 4,5. I consiglieri sono spronati a velocizzare la decisione alla luce anche dei dati sulla vendita dei biglietti: giocare Juve-Inter all’Olimpico è costato alla società circa un milione di euro vista la capienza limitata. E nell’arco di un anno la perdita ammonta a 7 milioni. Task force romana.95 pagine ci sono, messe una sopra l’altra posso anche sembrare un mattoncino, perché è proprio di un mattoncino che hanno bisogno al ministero dello Sport. Sì, perché vorrebbero che in tempi brevi e proprio nei giorni in cui l’emergenza sicurezza... riemerge, si potesse dare la notizia di una prima pietra posata per costruire il primo stadio italiano di nuova generazione, il primo stadio privatizzato, sicuro, confortevole, moderno, postcarrariano (ma in Lega di queste storie si parla mai? No). Oggi dalla ministro Melandri si riunisce il tavolo governativo sulla privatizzazione degli stadi, il lavoro estivo di Luca Pancalli, coordinatore della task force che ha studiato il problema: analisi e consigli su cosa, come e con chi fare. Fare stadi. I soldi ci sono, visto che il Governo ha stanziato 20 milioni in Finanziaria per il Credito Sportivo; il know how di chi deve progettare e aiutare a farlo pure; la volontà - dopo i fatti di domenica - è ancora più forte. «Serve soprattutto - dice Pancalli - un primo passo, uno stadio che parte, una prima pietra che faccia capire che si può fare. Un volano. Torino? Beh, la Juve ha progetti avanzatissimi, ce ne sono anche altri, ma l’effetto Torino sarebbe trainante». I soldi ci sono, dunque, ma non sono solo i 20 milioni stanziati dal Governo per abbattere gli interessi e pagare i progetti di nuovi stadi privati, lontani da aree insicure, gestibili privatamente con automatica decurtazione dei fenomeni deteriori che si stanno manifestando in queste drammatiche giornate, sì perché la legge sui diritti tv ha istituito anche la Fondazione per la mutualità e parte del 4% destinato a questa onlus. Il know how potrà fornirlo il Credito Sportivo che dovrebbe finanziare anche i progetti di fattibilità. Progetto tagliaburocrati.Se è vero che in Italia non c’è quella Thatcherinvocata dal presidente della C, Macalli, per risolvere i problemi di violenza e impianti come capitato in Inghilterra, ci si deve attrezzare. L’onorevole Del Bue, ad esempio, ha fornito il contributo legislativo che può disboscare la giungla di permessi e bolli da timbrare, ma anche agevolazioni fiscali per chi privatizza, permessi ai comuni per facilitare le concessioni, il percorso privilegiato per accedere ai mutui del Credito Sportivo. E’ un progetto di legge che piace a destra e sinistra. Robe da Matrix.Qualcosa che potrebbe interessare, oltre all’Osservatorio anche i club che come la Juve pensano ad uno stadio tutto nuovo, è il lavoro presentato a Bergamo da Finmeccanica, un progetto chiavi in mano per avere stadi controllati come e più del nuovo Wembley che ha anche le aree di decontaminazione per eventuali attacchi chimici. Laser che individua - senza perquisizioni - petardi e lame; telecamere che dall’approdo coi mezzi pubblici (treni, metro, bus) cattura l’immagine dei tifoso, la scannerizza e traccia in ogni suo spostamento all’interno dello stadio (se commetti un reato, la tua posizione nell’impianto la rileva il computer). Diavolerie che in impianti privati ti puoi permettere. E che hanno interessato già chi pensa agli stadi di Genova, Bergamo, Milano (Inter). Che potrebbe anche interessare i costruttori juventini. Roba da Matrix, ma con quello che capita può servire da deterrente.
Nella foto: Un’immagine virtuale del nuovo Delle Alpi: la prossima casa della Juventus sarà avveniristica
-Tuttosport-



