(26 ottobre 2014) di ROBERTO SAVINO - Dimenticare per 90 minuti Atene per sfruttare
al meglio il pari esterno della Roma contro la Sampdoria ed allungare
nuovamente in classifica è l’imperativo categorico della Juventus in questo
impegno casalingo contro il Palermo, terz’ultimo in graduatoria con appena sei
punti nel carniere, uno solo conquistato fuori casa, quello del rocambolesco 3
a 3 di Napoli. A fronte delle due ultime scialbe prove offerte, Allegri regala
ancora fiducia al Mago Pirlo (applauditissimo, come giusto che sia, dal caldo
tifo dello Stadium nel pre gara), affiancato da Marchisio e Vidal, concedendo
il turno di riposo, almeno dall’inizio a Pogba, oltre che a Lichtsteiner,
sostituito da Pereyra nel ruolo. Con i siciliani chiusi a riccio in venti
metri, il giro palla dei bianconeri è opprimente ma, nel contempo, ancora
troppo lento per impensierire maglie strettissime. Marchisio e Pereyra sono i
più dinamici e dal piede del secondo nasce il primo traversone pericoloso per
la testa di Llorente, anticipato in angolo. Arriva al 12° minuto il primo
squillo della partita, seguito dall’esterno al volo di Marchisio dopo tre giri
di lancetta, alto di poco ed, in successione, dalla testata centrale di
Llorente sul cross telecomandato di Vidal. E’ costante la pressione della Juve,
alleggerita pochissime volte dagli uomini di Iachini, nei pressi di Buffon solo
alla mezz’ora con la discesa in slalom di Dybala, con palla a Vazquez, deviata
in corner, girato di testa alto ancora dall’argentino. Ma il gol è nell’aria.
Pereyra ruba palla a centrocampo per la discesa feroce dell’Apache. Sterzato
verso l’interno, l’argentino alza la testa, rinuncia al tiro e porge su un
piatto d’argento un gran pallone all’accorrente Vidal, il cui diagonale secca
Sorrentino e porta in vantaggio i suoi. Non serve la rete ad aprire le maglie
rosanero, incapaci di abbozzare una reazione, stroncata sul nascere dal
centrocampo juventino, capeggiato da un Marchisio in gran spolvero. Schierato a
difesa del risicato svantaggio, il Palermo assiste alla recita bianconera, al
riposo con un possesso palla imbarazzante (64% a 34) ed un vantaggio ineccepibile, confermato in
una ripresa senza storia, marchiato dal ritorno alla rete di Fernando Llorente.
E’ il minuto 63 e Pirlo esala l’ultimo respiro di una partita per lui onesta,
ispirando su corner per la testata del basco, svettato su tutti. La palla si infila sul secondo palo ed
il 2 a 0 chiude virtualmente i giochi. Troppo rinunciatario, il Palermo è
tramortito e nell’ultima mezz’ora per poco non capitola nuovamente sulle
conclusioni di Marchisio e Giovinco, subentrato a Tevez, autore dell’ennesimo
legno della sua stagione. Con un secco 2 a 0 la Juve riprende la via della
vittoria, ergendosi nuovamente in vetta solitaria della classifica con tre
punti di vantaggio sulla diretta inseguitrice, la Roma. Non male per il tanto
bistrattato Allegri il quale, comunque la si veda, è pienamente in linea con i
risultati delle Juventus che l’hanno preceduto.

