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novembre 2014) di ROBERTO SAVINO - La lezione inflitta dal Napoli
alla Roma nel primo pomeriggio, offre alla Juventus la ghiotta occasione per
festeggiare il suo 117° compleanno riprendendosi la vetta solitaria del
campionato. Da piegare, a domicilio, sono i volenterosi neo promossi di un Empoli impelagato nei bassi fondi di una classifica bugiarda per quanto fatto vedere
sino ad oggi. Turn over per i bianconeri con Pereyra, Pirlo, Giovinco e Morata
in campo per Lichtsteiner, Pogba, Tevez e Llorente, tutti a riposo in vista
dell’imminente, importante, impegno di Champions. Sei minuti ed il sinistro di
Giovinco è centrale e Bassi blocca facile. Altri tre e Vidal strappa in area un
bel pallone, porgendolo all’attaccante tascabile. Destro ribattuto e ripartenza
dei toscani spezzata dalla gran diagonale di Chillini. Zielinski prova il
destro, Buffon è sicuro e intercetta, ma la spavalderia degli uomini di casa è
una illusione e finisce qui, con una muraglia di maglie blu che con il passare
dei minuti si erge sempre più fitta davanti alla porta del proprio portiere. Per
scardinarlo, serve un’invenzione o qualcosa di diverso dal solito e nemmeno
tanto rapido giro palla, come ad esempio la percussione centrale di Morata, con
palla a Vidal che, col sinistro, sparacchia largo. Il cileno, dopo il velo di
Giovinco, ci prova dal limite. Stavolta il tiro è lento e centrale e Bassi ci
arriva facile. Giovinco ruba il terzo pallone della sua partita, si accentra ma
con il destro dal limite trova solo l’ennesimo, inutile, corner, talvolta
battuto corto senza nemmeno cercare le torri. Va in archivio il tempo con un
giusto risultato a reti bianche. Servirà molto di più per portare a casa i tre
punti. Un minuto ed il destro di Morata dai 18 metri è potente ma impreciso, come imprecisi sono quasi tutti i suoi
compagni nei passaggi, anche i più banali, regalando all’Empoli un’insperata, anche se non
sfruttata sino in fondo, fiducia, sfumata da sola intorno all’ora di gioco. Asamoah in
progressione impegna severamente Bassi, Marchisio riprende la sua respinta ma
dal dischetto ciabatta a lato. Tre minuti e sul corner di Pirlo, Chiellini svetta e schiaccia. La sfera fa la barba al palo e si perde sul fondo. Giovinco è pregevole
nello sfondamento centrale e guadagna una punizione. Pirlo colora con un
arcobaleno il suo grigio pomeriggio e trafigge Bassi imparabilmente per il
sospirato vantaggio (60°). La reazione dei toscani è nel penalty in movimento
di Pucciarelli. Buffon si traveste da Houdini ed in caduta sfodera un paratone
a mano aperta da tramandare ai posteri. Lo spavento convince i bianconeri a
chiudere la sfida. La ripartenza di Morata è bruciante, con palla a Tevez,
dentro da pochi attimi per un buon Giovinco. Bassi si oppone come può,
Marchisio in scivolata stampa il palo da pochi centimetri (70°). E’ assedio.
Finalmente. Tevez è scatenato, porge la palla a Morata, il quale si accentra e
con un mancino secco sotto la traversa firma il meritato raddoppio. L’Empoli è
sulle gambe, ma dopo la sventola di Tevez che impegna ancora Bassi, sfiora la
rete che potrebbe riaprire il match. Buffon in uscita è prodigioso su Tavano e
salva ancora la porta. Si arrendono i toscani, in dieci all’ultimo secondo per il fallo da
ultimo uomo di Tonelli su Tevez lanciato in porta. La punizione, alta, di Pirlo
manda tutti negli spogliatoi. Con il secco 2 a 0 la Juventus, riscattando un
opaco primo tempo, espugna il Castellani, riprende la sua marcia in campionato dopo l’inatteso stop di
Genova e comanda la classifica con 25 punti, 3 più dell’immediata inseguitrice,
la solita Roma.

