(26 novembre 2014) di ROBERTO SAVINO - Cinque gradi di temperatura, terreno in pessime
condizioni, stesso arbitro dell’incubo di Istanbul e la Juve in verde si
ritrova a Malmo per la quinta giornata del girone di Champions, con poche
alternative alla vittoria per continuare la sua corsa nella competizione. Vidal
per l’ottimo Pereyra dell’Olimpico di quattro giorni prima è l’unica novità di
Allegri nel suo ormai solito 4 3 1 2. Dieci di gioco e la via della rete è cercata
dal solo Thelin con un destro ed un mancino, entrambi sballati. Cerca di far
salire il baricentro la Juve, ma la sfera non viaggia ad una velocità tale da
permetterle di comandare il gioco. La mancanza della necessaria aggressività fa
il resto. Lichtsteiner fila via come un treno, arriva sul fondo e mette dietro
un bel pallone per il destro violento, ma centrale, di Vidal. La maledetta di
Pirlo da trenta metri stavolta è una preghierina facile preda del portiere.
Pogba si fa valere a centrocampo, Chiellini giganteggia lì dietro con le sue
consuete sportellate in un match che non decolla. Marchisio si infila due volte
tra le linee su altrettanti suggerimenti di Pirlo e Vidal. Non ci arriva di un
soffio la prima volta, mentre Olsen si oppone in quella successiva con un
intervento d’istinto. In chiusura di tempo, gli svedesi si affacciano dalle
parti di Buffon con Forberg, il quale mette di poco a lato un servizio di Rosemberg,
poi sfrutta un disimpegno molle di Pirlo per partire come un razzo in
contropiede. Lichtsteiner è bravissimo a controllarlo e l’attaccante spreca
tutto con un destro ciabattato. A parte questi ultimi due minuti di gioco, ha
rischiato poco la Juve, è vero, come è altrettanto vero che si è resa
pericolosa troppe poche volte per legittimare un vantaggio che, difatti, non c’è.
Poco importa, ora, che a Madrid l’Atletico conduce 2 a 0 sull’Olympiacos a
tutto vantaggio della classifica del girone. Ventinove secondi di gioco della
ripresa e l’azione convulsa in area, ispirata da una scodellata di Pirlo ad
occhi chiusi, porta al tiro Marchisio da favorevole posizione. Olsen si salva
come può. Pochi attimi ed il tiro cross di Vidal attraversa tutta l’area senza
che Tevez riesca ad intervenire. E’ davvero un’altra Juve quella scesa in campo
nella ripresa. E’ il minuto 49, quando Marchisio trova lo spiraglio giusto,
verticalizzando per via centrale in favore dello scatto di Llorente. Il basco
entra in area, salta Olsen e deposita in rete evitando il disperato ritorno dei
difensori svedesi. Ci sono solo i bianconeri in campo, alla ricerca della
zampata che chiuda la pratica. La manovra ai limiti dell’area è orchestrata da
Pirlo, Vidal appoggia all’accorrente Marchisio che, d’esterno destro, impegna
il portiere. Il Malmo è solo in un destro di Adu dai venti metri, bloccato
sicuro da Buffon. E’ solo un sussulto. Al termine di una combinazione con
Marchisio (tra i migliori in campo), Tevez con il destro chiama il tuffo di
Olsen, il quale blocca poi sicuro un colpo di testa molle di Llorente su cross
di Padoin. Sciupa tanto la Juventus, soprattutto ripartenze da condurre con più
cattiveria e cinismo. La traversa di Morata da due metri a tre dal termine è un
presagio bruttissimo, scacciato via un minuto più tardi dopo l’ultima occasione
dei padroni di casa di rientrare in partita. Il lungo rinvio è conteso tra
Morata e Johansonn e, sulla palla scoperta, si catapulta Pogba che l’arpiona,
avanzando deciso verso la porta e scaricandola a destra per Tevez. Il soffio
sulla palla dell’Apache spiazza Olsen e sancisce il 2 a 0 definitivo. Con una gran
ripresa, la Juve dimentica la fase iniziale del match, conquista dopo venti
mesi i tre punti fuori casa in una gara di Champions ed aspetta l’ultima gara
sul suo terreno contro l’Atletico per guadagnare sul campo i sospirati ottavi
di finale della massima competizione europea.

