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novembre 2014) di ROBERTO SAVINO - Nella sfida all’Olympiacos, da vincere ad ogni costo per coltivare speranze di qualificazione in Champions, mister Allegri,
un po’ costretto dalle assenze ed un po’ per la necessità di imprimere una
svolta sul piano tattico, schiera per la prima volta dall’inizio un 4 3 2 1 con Morata ancora una volta preferito a Llorente lì davanti a far coppia con
Tevez. Sotto una fitta pioggia e guidati da un Pirlo finalmente ispirato, il
baricentro dei bianconeri è alto fin dall’avvio, ma gli sbocchi per il tiro sono
limitati al lumicino. Un quarto d’ora e Morata fugge via a destra. Il cross,
ribattuto, è preda di Marchisio, il cui destro è salvato in corner da Roberto.
Afellay punge in contropiede ed arriva al tiro dai sedici metri, Buffon blocca
sicuro. Pochi attimi e, nel corso del 20° minuto, Pogba slalomeggia al limite
conquistando un calcio da fermo. Mozart Pirlo si ripete a distanza di tre
giorni ed illumina a giorno lo Juventus Stadium con un destro dalla traiettoria
imprendibile per il vantaggio torinese. Nemmeno il tempo di esultare ed è tutto
da rifare. Sul corner greco, Botìa anticipa Chiellini e con la fronte trafigge
Buffon sul palo lontano ghiacciando i bianconeri. Accusa il colpo la Juventus e
la seconda metà di tempo regala emozioni con il contagocce. Bonucci gira alta
la punizione di Pirlo, Tevez porge un cioccolatino a Morata in piena area che
lo spagnolo non scarta spedendo a lato, disturbato, con il piatto. Le
ripartenze elleniche ora danno fastidio e non bastano ai padroni di casa le
occasioni sul destro sciupate da Tevez e, soprattutto, da Pogba, a punire un
sempre attento Roberto. L’1 a 1 è quasi inevitabile, ma nulla è perduto in
attesa di un secondo tempo da portare a casa ad ogni costo. Spinge forte la
Juve alla ripresa, ma la prima vera azione arriva al minuto 55. Tevez sfonda
per via centrale ed appoggia a Vidal. Il cileno invece di tirare cerca di
restituirgli la palla che, intercettata, gli torna incontro. Roberto sventa in
volo. Al di là dell’occasionissima, fanno paura ora i greci quando ripartono,
pagando solo le imprecisioni in fase di rifinitura. Ma al minuto 60, sugli
sviluppi di una punizione da sinistra, N’Dinga prende il tempo a Bonucci e la
mette all’incrocio. E’ praticamente fuori dalla coppa una Juventus sull’orlo
del baratro, anche se manca ancora mezz’ora. Sul traversone di Pirlo, il cuoio
carambola sulla fronte di Llorente (dentro per un pallido Morata), poi sul palo, su Roberto
e quindi in rete per il pari insperato. Due minuti ed al 66° una Juve veemente
passa nuovamente. Pogba riceve palla appena dentro l’area, sfrutta un rimpallo
e con il destro radente brucia Roberto per l’incredibile 3 a 2. Lo Stadium è
una bolgia dopo minuti di vero smarrimento ed ora il match devono farlo gli
ospiti. Elabdellaui con un numero libera il destro in diagonale. La palla sfila
sul palo lontano con Buffon e la difesa in apnea. I greci restano aggrappati
alla partita sfruttando le incertezze della linea difensiva bianconera, ma al
minuto 84 l’occasione più ghiotta capita a Llorente con una testata a due metri
che si infrange sulla schiena del marcatore. La palla si impenna e Tevez gira
incredibilmente a lato (84°). Pereyra si fa parare il diagonale, Llorente
spedisce alto con il sinistro e poi, sul rigore procurato da Tevez in slalom, Roberto
compie l’ultima prodezza deviando il destro secco di Vidal sulla traversa. Il
fischio dell’ottimo arbitro inglese pone fine alle ostilità. Tra mille
sofferenze, la Juventus torna alla vittoria in Champions dopo una partita da
montagne russe e continua la sua corsa agli ottavi di finale con rinnovato
entusiasmo.

