(9 novembre 2014) di ROBERTO SAVINO - Nel giorno del quarantesimo compleanno della
leggenda Del Piero, auguri Capitano, Allegri ripropone la difesa a quattro del martedì
di Champions, con la novità Padoin a sinistra. Il centrocampo, privo dell’estro
di Pirlo (acciaccato) e Vidal (squalificato) è completato da Romulo nel ruolo
di interno a destra, mentre lì davanti è Pereyra quello più vicino alla coppia
Tevez-Llorente, chiamata a scardinare in questa 11° di campionato la difesa di
una squadra, quella ducale, penultima in classifica con soli sei punti, ma
rinfrancata dalla vittoriosa gara interna della settimana precedente contro l’Inter.
L’acrobazia di Pereyra da centroarea, palla larga, è velleitaria quando son
passati sette minuti dall’avvio, ma accende il monologo bianconero. Il
violentissimo destro di Marchisio dopo 90 secondi, insidia Mirante, bravo a
distendersi e deviare. Tevez sciupa con un tiraccio inguardabile una bella
combinazione Llorente-Pogba, poi mette alto un destro più convincente ed al quarto d’ora
la Juventus già comanda il match, allargando spesso il suo gioco sulla destra
per un Lichtsteiner altissimo e con la gamba dei giorni migliori. Tevez al
minuto 22 centra la porta. Mirante va giù sicuro sul destro un po’ schiacciato
dell’Apache. Due giri di lancetta e Pogba fa sua una palla scoperta, esplode il
destro non trattenuto dal portiere. Llorente si avventa come un falco per la rete
di rapina del vantaggio. E’ schiacciante ora la supremazia dei bianconeri.
Pogba in serpentina scarica su Tevez, il cui cross verso il centro dell’area è
appena alto per Llorente ed un filo lungo per l’inserimento di un attivissimo
Romulo. Nell’imbarazzante dominio juventino, la ripartenza dei ducali si conclude con un
rasoterra di Mauri. Buffon è reattivo e devia. Ma c’è solo la Juve in campo.
Gira veloce la palla nei pressi dell’area ospite, Lichtsteiner non ci pensa due
volte e dai diciotto metri esplode un destro meraviglioso che sfila sotto l’incrocio,
rendendo vano il volo di Mirante (29°). E’ il raddoppio, ma i bianconeri non
sono sazi. Romulo sfonda centralmente, serve Tevez, il quale vede solo Lichtsteiner
a destra. Lo svizzero alza la testa e serve in orizzontale Llorente tutto solo
a centro area, bravo in girata a seccare Mirante per la doppietta personale. Con
il basco anticipato di un soffio prima di battere a rete da comoda posizione,
una gran bella Juve chiude la prima frazione di gioco con un 3 a 0 ineccepibile.Trenta
secondi della ripresa e la verticale di Cassano libera al tiro Ghezal, palla
alta. Nessuna paura, perché cosa combina Tevez quattro minuti più avanti è da
fantascienza. Resiste alla cravatta di Costa a centrocampo e lo supera di
slancio. Cavalca in progressione per via centrale verso la porta di Mirante
saltando come birilli Lucarelli e Felipe e poi, con la naturalezza del
fuoriclasse, lo ghiaccia nell’angolo basso. Fantastico, come fantastica è la
bomba di Pogba prima dell’ora di gioco, sulla quale Mirante può mettere solo i
pugni. Come un avvoltoio l’Apache, ormai scatenato, di slancio fa cinquina.
Spettacolo puro ed un minuto più tardi è standing ovation per l’argentino,
sostituito da Coman. Così come tutti in piedi salutano Llorente al momento del
cambio con Morata (70°). Ed i due nuovi entrati raccolgono il testimone dei
titolari come meglio non potrebbero. Coman fa sfilare verso il centro la sfera
tagliando il centrocampo parmense, punta la porta e scucchiaia verso Morata in
area. Lo spagnolo alza lo sguardo e serve il set (75°). L’esordio di Mattiello
è l’occasione del terzo applauso in piedi della partita, stavolta riservato ad
un brillantissimo Marchisio. Ma non è finita. Il ginocchio di Pogba sciupa un
servizio di Coman da sinistra, il destro al volo di Morata sull’invitante
traversone di Lichtsteiner dall’altra parte, chiude i conti per un perentorio 7
a 0 di una bellissima Juve, volata a 28 punti in classifica, in attesa del Roma-Torino che chiuderà la giornata di campionato.


Il risultato con il Parma non ci deve illudere oltremodo, perché i parmensi, da sempre, sono una delle poche squadre del nostro campionato che lasciano giocare fin troppo gli avversari. La vena realizzativa, condita con molta qualità, dei nostri attaccanti hanno fatto il resto, dipingendo la partita come una resa dei parmensi, rispetto ad uno strapotere dilagante del gioco bianconero. Sono convinto, da tempo che la nostra Juve sia l’unica squadra italiana ad avere una rosa di comprimari compreso il dimenticato Marco Motta (perdonatemi ma sono un sentimentale), che non fanno rimpiangere assolutamente i titolari. Sono altresì convinto che la rosa della Juventus possa competere in C.L., contro le ben più agguerrite squadre europee che anche quest’anno si contenderanno la vittoria finale. Forse l’unico nostro reparto a soffrire maggiormente la distanza dai colossi europei, è quello difensivo che con qualche sbavatura di troppo quasi in ogni partita, ci lascia sempre, fino al triplice fischio dell’arbitro, con il fiato sospeso.
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