(5
dicembre 2014) di ROBERTO SAVINO - Costretto da una rosa
ridotta all’osso – soprattutto sugli esterni – da infortuni (Asamoah e Romulo,
operati in settimana, ne avranno per circa tre mesi, Caceres è in
convalescenza) e da squalifiche (Lichtsteiner), nella difficile trasferta in
terra toscana contro la Fiorentina, mister Allegri ripropone il solido e
collaudato 3 5 2 affidandosi a Evra e Pereyra e concedendo un turno di riposo a
Tevez, sostituito da Coman, in vista della decisiva gara di Champions contro
l’Atletico Madrid di martedì 9 dicembre. Piove al Franchi ed il ritmo è elevato
fin dall’avvio. Chiellini pressa alto, palla a Pogba che si destreggia al
limite per un destro alto, imitato da Llorente con il mancino dopo due giri di
lancetta. Ma i viola non restano a guardare e quando Pirlo regala banalmente
palla lì davanti, la ripartenza dei padroni di casa porta al tiro Alonso per un
sinistro ad incrociare inguardabile che sfila senza danni davanti a Buffon.
Pirlo su corner telecomanda per la testa di Llorente, Gomez sulla linea salva i
suoi, mentre dall’altra parte Cuadrado, sfuggito in modo rude a Chiellini,
spara sul corpo di Bonucci guadagnando solo un angolo. Siamo al minuto 25 e la
partita, pur restando accesa, si imbruttisce sacrificandosi sull’altare
dell’agonismo. Gli errori dei Bianconeri danno fiato alle scorribande di
Cuadrado, mai realmente pericolose; i tanti falli da ambo le parti spezzettano
oltremisura il gioco ed appesantiscono le contendenti di gialli pesanti.
Termina senza reti la prima frazione di gioco con la certezza che per portare a
casa i tre punti serve ben altro stasera. Il colpo di tacco di Coman a liberare
la corsa di Pogba è di buon auspicio in tal senso. Il francesino smista sulla
sinistra a Evra per il suo sinistro secco. Neto con i pugni evita la rete.
Qualche minuto e Pogba fa tutto da solo, troppo, non avvedendosi di Coman
solo a sinistra e l’azione sfuma. La Fiorentina punge appena può, ma Bonucci
stasera lì dietro è perfetto, tagliando la strada a Gomez su una pericolosa
ripartenza, poi intervenendo secco sul tedesco pericolosamente incuneatosi in
area (66°). Due minuti e la botta dalla distanza di Cuadrado è l’ultimo squillo
del match. La paura di perdere, l’incombente serata di coppa e la stanchezza
per un campo pesante inducono le squadre a non farsi male più di tanto, anche se
i bianconeri le tentano tutte per arrivare alla rete, fino all’ultimo, arrendendosi
solo al nettissimo mani di Pizarro in piena area a pochi secondi dal termine,
ignorato completamente da Rizzoli con buona pace dei complottisti.

