(9
dicembre 2014) di ROBERTO SAVINO - Almeno un pari contro l’Atletico
Madrid tra le mura amiche dello Stadium e per la Juve saranno ottavi di finale
della massima competizione europea come seconda del girone senza doversi
preoccupare dell’Olympiacos, impegnata nella gara interna contro il Malmo. Una vittoria
con due reti, invece, decreterebbe il primo posto degli uomini di Allegri,
quest’oggi in bianconero e tornati a schierarsi con il 4 3 1 2 caro al suo
allenatore, con Evra terzino a sinistra e Pereyra in mezzo al posto di un
febbricitante Marchisio. Otto minuti di gioco e Bonucci è leggero nell’appoggio
della sfera verso il centro a beneficio di Koke. La botta dello spagnolo dal
limite mette a dura prova Buffon, bravissimo a sventare l’occasionissima. Pogba
da sinistra fa partire un traversone a rientrare, Llorente non ci arriva, ma per
poco non inganna ugualmente il Moyà. E’ una discreta Juve questa di inizio
partita, contro un Atletico come al solito disposto in campo in maniera perfetta
e che si destreggia tra le maglie torinesi con meccanismi rodatissimi. Godin lì
dietro è una calamita e respinge ogni cross pericoloso. Avaro di emozioni, il
tempo si chiude con la sventola di Suarez dai 18 metri. Buffon è attento ed in
tuffo respinge. Fare due reti agli uomini di Simeone è impresa sempre più
probante, ingigantita dalla paura di prenderne uno che varrebbe la
retrocessione in Europa League, così la sfida latita anche nella ripresa. Il palo
di Gabi direttamente su corner con Buffon sulla traiettoria è casuale, la botta di Pogba al termine di una
combinazione Llorente-Tevez, è deviata con il corpo da un difensore in corner.
Tentano soluzioni dalla distanza i bianconeri, sintomo della poca voglia di
insistere in azioni arrembanti che potrebbero lasciare le spalle scoperte a
pericolose azioni di rimessa. Vidal, due volte dal limite, Pogba da trenta
metri, cercano di scardinare la difesa ospite, ma non c’è nulla da fare. L’Olympiacos
ad Atene ripassa in vantaggio ed il match praticamente si chiude quando a dieci
dal termine la Juve capisce che sarebbe un suicidio scoprirsi più di tanto per
una vittoria inutile. Al triplice fischio, lo 0 a 0 vale il 10° punto in
classifica e una qualificazione agli ottavi di Champions come seconda che, ad
un certo punto del cammino, sembrava svanita.

