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dicembre 2014) di ROBERTO SAVINO - Nell’anticipo delle 12 e 30
dell’ultima sfida casalinga del 2014 contro la sorpresa della stagione, mister
Allegri concede un turno di riposo a Pirlo e Llorente, sostituiti nel ruolo da
Marchisio e Morata. A dispetto delle dichiarazioni della vigilia, Mihajlovic è
prudente ed esclude Gabbiadini dall’11 di partenza, schierando in avanti i soli
Eder e Okaka. Parte aggressiva la Juventus, sospinta dalla classe di Pogba e
dall’ottima gamba di un finalmente convincente Vidal. Tre minuti e Pereyra
sguscia centralmente servendo Tevez a sinistra. Botta sul primo palo e Romero
salva in corner. Dall’altra parte Lichtsteiner è sbadato nel retropassaggio, Buffon
è tempestivo e spazza anticipando Eder. Ma la palla è sempre tra i piedi dei
bianconeri. Vidal l’arpiona a centrocampo regalandola a Pereyra. Traversone
calibrato per la testa di Morata e palla larga di nulla. Lo spagnolo,
attivissimo, liberato tra le linee da un invito di Vidal, spara sui guanti di
Romero, poi Pereyra sfiora solo con la testa il cross di Lichsteiner. Bisogna
attendere solo pochi attimi per la svolta. Sul corner guadagnato e calciato da Marchisio,
a svettare indisturbato è Evra, che schiaccia di testa la palla alle spalle del
portiere blucerchiato portando la Juve in vantaggio (12°). La reazione dei
liguri è disordinata ed offre immediatamente il fianco ad una ripartenza
fulminea dei padroni di casa. Pogba libera Tevez, fermato per un off side che
non c’è. Tutta colpa del sistema. Il giro palla degli uomini di Allegri, libera
la sventola di sinistro di Marchisio. Romero ci arriva con la punta dei
guantoni e devia in angolo. Il lancio millimetrico di Bonucci è per lo stop di
petto di Pogba. In piena area, il francese batte al volo in caduta (perché cinturato
da Cacciatore) e la palla finisce in curva. Fino a dieci dal termine della
prima frazione non escono dal guscio i blucerchiati, soffocati nella loro tre
quarti da una Juve che, però, non riesce a piazzare il colpo del k.o. Okaka è lasciato
solo al suo destino lì davanti a lottare contro Bonucci, Ogbonna e Buffon il
quale, da falso cinque, anticipa la punta fuori area in più occasioni, Eder in
una, oltre ad essere reattivo sul colpo di testa di Gastaldello sugli sviluppi
di un corner. La partita è in bilico e la ripresa conferma l’impressione che la
Sampdoria non è venuta a Torino in gita. Così, dopo le due occasionissime
sprecate da Pereyra, una ripartenza condotta in maniera egregia da Regini, si
conclude con il letale sinistro di Gabbiadini – dentro nella ripresa per una
Samp a tre punte – alle spalle di Buffon per l’1 a 1 (51°). Accusa il colpo la
Juventus, incapace di variare il ritmo al cospetto di una formazione
ranicchiata in difesa e sempre pronta a schizzar via in contropiede. Il brivido
nel finale è nella sventola di Gabbiadini deviata dalle spalle di Ogbonna e poi
da Buffon in angolo con uno scatto di reni prodigioso. Confermando di essere
per davvero un’ottima squadra, i blucerchiati non rubano nulla e l’1 a 1 non si
schioda più, fermando a 25 la serie di successi consecutivi in casa della
formazione bianconera.


tra l'altro una clamorosa espulsione non comminata a Vidal
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