(20
febbraio 2015) di ROBERTO SAVINO -
Con l’importante martedì di Champions ormai alle porte, la Juventus affronta
tra le mura amiche l’Atalanta nell’anticipo del venerdì, con l’obiettivo di
centrare i tre punti e dissipare i dubbi sulla condizione fisica e mentale
emersi nella precedente sfida di campionato in quel di Cesena. Torna davanti la
coppia Tevez-Llorente, mentre Padoin rileva a sinistra Evra, con Pereyra nel
ruolo di trequartista solitamente occupato da Vidal, oggi acciaccato. Otto di
gioco e la girata di Llorente sul primo corner della partita sfila larga.
Qualche giro di lancetta e la palla tra le linee di Tevez per Caceres è
deliziosa. L’uruguagio non tenta la battuta, rimette la sfera verso il centro e
la difesa nerazzurra spazza via. Poi Pirlo verticalizza per Llorente. Il basco
è bravo ad anticipare Masiello ma spara a lato in diagonale. I ritmi sono bassi
e la pecca più evidente dei padroni di casa è quella di cercare
sistematicamente improbabili triangolazioni sottoporta con l’area orobica
intasata di maglie nerazzurre. L’Atalanta non è pervenuta. Almeno fino al
minuto 24. Sul rimpallo, Pirlo offre un assist involontario a Baselli. La botta
è secca, Buffon si supera e salva. Sul corner susseguente, Migliaccio svetta su
tutti ed infila il portierone sul palo lontano. E’ lo 0 a 1 che ghiaccia i
torinesi, i quali reagiscono prontamente con un destro di Tevez a lato e con l’incursione
di Pereyra sventata con i piedi da Sportiello. E’ un fuoco di paglia, perché i
bianconeri sembrano davvero accusare il colpo. A sette dal termine della prima
frazione, la fiammata che riapre la partita. Pogba taglia il campo per Caceres.
Stavolta el pelado tira secco sul primo palo, Sportiello a mano aperta devia in
corner. Sugli sviluppi, l’inzuccata di Bonucci impegna ancora l’estremo
difensore bergamasco. A risolvere la furibonda mischia davanti ai suoi piedi è
Llorente, prontissimo ad accompagnare da pochi passi la palla in rete per il
sospirato pareggio (38°). Ora la Juve si sveglia e proprio in chiusura di tempo
passa in vantaggio con una magia. Pogba non trova lo spiraglio per sparare dai
18 metri, Marchisio smista per il Mago Pirlo, il quale mette tutti d’accordo con una sassata dai 25 metri che si infila nell’angolo alto rendendo vano il
volo del portiere. E’ il 2 a 1 che fa esplodere lo Stadium, ora rinfrancato
rispetto alla serpeggiante delusione di pochi minuti prima. Cala ancora la
velocità nella ripresa e la prima emozione arriva solo al 54°. Tevez sfonda centralmente ed allarga per
Pereyra. Il cross sul secondo palo è per la schiacciata di testa di Pogba a
colpo sicuro. Sportiello si supera ancora e respinge. Nemmeno dieci secondi e
Scaloni allaccia Marchisio in piena area. Si continua con un giallo sul
groppone del centrocampista bianconero, reo di una reazione veemente nei
confronti del suo marcatore. Un minuto e la gamba altissima di Cigarini sempre
su Marchisio, sempre in piena area, è ignorata dall’arbitro. Tanti, tantissimi
errori da parte di entrambe le squadre e Juve che non riesce più a creare pericoli
ai volenterosi avversari i quali, a loro volta, davanti sono innocui. Il destro
di Scaloni dalla distanza è alto e non preoccupa Buffon. La sventola di Tevez è
murata e la rete della sicurezza non arriva. Spende mille falli una Juve un po’
sulle gambe, guadagnando cartellini in serie che, però, non producono danni in
vista della partitissima di Roma. L’ultima emozione è la torsione di Migliaccio
sul traversone di Scaloni. Un secondo di apnea, giusto in tempo di intuire che
quel pallone non inquadra la porta e via con gli ultimi cinque di partita con
il timore di un’unica azione nerazzurra che comprometta le sorti dell’incontro.
Il triplice fischio è una liberazione. Soffrendo, una Juventus ancora non
brillante guadagna tre punti fondamentali nella corsa al tricolore,
raggiungendo i 57 punti in classifica.


A parte gli errori, comunque trovo che, almeno all'inizio, la Juve abbia giocato bene, ma si è spenta soprattutto nel secondo tempo e la partita è diventata piuttosto noiosa.
RispondiElimina