(7 febbraio 2015) di ROBERTO SAVINO – In uno
Juventus Stadium gremito e spettacolare nella sua splendida coreografia,
Juventus e Milan scendono in campo nella classicissima del calcio italiano,
intatta nel suo fascino nonostante il grave ritardo in classifica dei
rossoneri, profondamente rinnovati al termine del mercato di gennaio. Mister
Allegri, recuperato in extremis il febbricitante Tévez, deve fare a meno dell’esterno
basso Lichtsteiner (squalificato) sostituito nel suo ruolo da Padoin. Un minuto
e mezzo ed il destro a giro di Morata da fuori area scalda i guantoni di Diego
Lopez, altri cinque ed il mancino al volo di Vidal dopo uno scambio con Tévez è
sballato e vola via. Il gol è già maturo e sulla palla scoperta a centrocampo,
Morata con il piattone lancia nello spazio Tévez scattato sul filo dell’off
side. Quaranta metri palla al piede dell’Apache, vanamente inseguito da Paletta
e palla alle spalle di Diego Lopez con un sinistro deciso. Sulle ali
dell’entusiasmo la Juve sboccia nel gioco, con Evra sugli scudi che prende
d’infilata la tenera retroguardia rossonera. Ma sulla respinta di Buffon del
cross teso di Menez è provvidenziale Padoin che spazza lontano. Il pallino del
gioco è nelle mani dei padroni di casa, vicini al raddoppio con lo stacco di
Evra sulla punizione da destra di Pirlo (alto) e con il sinistro al volo di Tévez
sulla sponda di Vidal (fuori). Siamo al minuto 28 e sul corner regalato (in
tutti i sensi) agli ospiti, svetta Antonelli e con la nuca indovina l’angolo
senza che Buffon possa intervenire. L’1 a 1 è un ceffone in pieno viso che
sveglia per davvero gli uomini di Allegri. Morata è fermato in fuorigioco e la
replica immediata sfuma, Muntari si addormenta sul traversone tagliato di Tévez,
Marchisio gli soffia il pallone e mira l’angolo basso. Diego Lopez è prodigioso
e salva in corner. Dalla bandierina, Pirlo impegna la difesa, Tévez l’appoggia
di testa verso l’area piccola, dove il più svelto è Bonucci. Il suo esterno
quasi spalle alla porta è letale, sfila tra Muntari ed il portiere e si spegne
in fondo al sacco per il tripudio dello Stadium. E’ solo Juve. Pogba manda
sistematicamente al manicomio il suo controllore, Morata fa viaggiare veloce
Evra, la squadra diverte e si diverte e sull’angolo di Pirlo a salvare i
rossoneri è un braccio malandrino di Muntari. Il tempo si chiude con un pallone
vagante che pericolosamente sfila in area bianconera ed un destro di Tévez
respinto in angolo dal portiere. L’intervallo serve ai rossoneri per riordinare
le idee ed alla ripresa delle ostilità, Pazzini da posizione impossibile
impegna Buffon a terra quindi, al minuto 56, raccolta una verticalizzazione di
Poli dopo un’amnesia difensiva dei bianconeri, scocca un destro a botta sicura
deviato in angolo dal portierone con un guizzo che farà storia. Troppo
precipitosi, i torinesi sciupano ghiotte occasioni per punire i rossoneri,
offrendo il fianco alle loro incursioni, sventate in extremis da interventi che
mettono alla prova le coronarie dei tifosi. Finché, superata l’ora di gioco,
Pogba di forza sfugge a Muntari, fa fuori Essien con classe e sfonda per via centrale.
La palla, rimbalzata su Alex è preda di Tévez, bravissimo a porgerla al
sinistro di Marchisio che stampa il palo. Sula respinta, è un gioco da ragazzi
per Morata depositarla in rete per il 3 a 1. Gioca veloce la Juventus sui resti
del povero diavolo, con Tévez che continua a dannarsi come se la partita fosse in
bilico. Pogba alterna colpi ad effetto e recuperi mostruosi ad eccessi di
sicurezza, mal sfruttati dai demoralizzati avversari. L’azione più arrembante
dei bianconeri arriva al minuto 83 e chiude, di fatto, la partita. Tévez
appoggia per Padoin in corsa il cui cross al centro è ribattuto. Sul prosieguo dell’azione,
Diego Lopez si oppone a Marchisio e finisce così. Con un netto 3 a 1 che lancia
la Juventus a 53 punti, 10 in più della Roma, impegnata la domenica nell’ostica
trasferta a Cagliari.


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